KUO
YUN SHEN:
Consigli di un maestro
Il seguente brano è tratto dal
libro “Hsing I” (tradotto da R. Smith).
Il suo autore, Kuo Yun Shen, era un famoso maestro di Hsing
I, uno degli stili interni di Kung Fu insieme al Tai Chi ed
al Pa Kwa; Kuo Yun Shen era, inoltre, un noto maestro abile
nell’uso della spada, della sciabola e della lancia. In questo
brano di ispirazione taoista, Kuo espone dettagliatamente
i vari stadi della pratica degli stili interni, la teoria
del combattimento e propone alcuni consigli per l’allenamento.
La seguente versione è un sunto del brano tratto dal libro
di Smith.
Hsing I è come la meditazione taoista: entrambi sfociano nel
vuoto. Mentre il primo si dirige dalla stasi al movimento,
la seconda procede al contrario. Tre stadi sono comuni a queste
vie:
-
1.
Chingà Chi - dal seme alla energia vitale
- Alla nascita il nostre corpo è forte,
ma con la vecchiaia subisce un declino. Cosi, in questo
primo stadio, si dice che le ossa subiscono un cambiamento,
ovvero “si mantiene il corpo come una montagna". Restando
fermi sul posto e muovendosi, le ossa si rinforzano. Ciò
si rifà alla dottrina degli esercizi di Ta Mo che furono
adottati da Yueh Fei durante la dinastia Sung proprio
per rinforzare le ossa e per concentrare il chi nell’addome,
coordinando tutte le altre parti del corpo: tale esercizio
è chiamato “Piccolo Paradiso". In questo stadio della
pratica, detto dell'energia “evidente” o semplice, la
lingua si pone contro il palato superiore, e la bocca
e mezza aperta. Questa respirazione si esegue attraverso
il naso, con molta attenzione (respirazione fondamentale).
- 2. Chi à Hsien - dall’energia vitale
allo spirito
- Questo stadio provoca un mutamento positivo
dei muscoli; è caratterizzato da movimenti liberi, coordinati,
elastici, delicati ma, allo stesso tempo, caratterizzati
da molta energia. Mentre nel primo stadio l’energia era
esterna, in questo stadio essa è interna. La respirazione
che si effettua in questo stadio è detta “intermittente”:
adotta la stessa posizione della lingua della precedente
ma a labbra chiuse, e pone l’attenzione all’addome cercando
di concentrare l’energia nel Tan Tien più basso. Ciò è
chiamato “Grande Paradiso”.
- 3. Hsien à Vuoto - dallo spirito
al vuoto
- L’ultimo stadio è l’artefice del mutamento
più profondo, quello che coinvolge l’essenza, il midollo
e la sostanza. Raggiungere tale traguardo è l’apice della
pratica; in questo stadio i movimenti sono morbidi, soffici
e, pur sembrando gli stessi, nascondono un’energia molto
profonda controllata e guidata dalla mente. L’energia
non ha limite perché muta con il Tao. La circolazione
dell’energia si perfeziona ed il corpo si sposta leggero
come una piuma ma allo stesso momento, pronto a tutto.
La respirazione di questo stadio è detta “avanzata”: tutto
è vuoto, non ci si accorge di respirare. L’energia, raggiunto
tale livello, si definisce “misteriosa”.
I seguenti stadi vengono applicati
al livello di pratica, all’uso e allo sviluppo dei
movimenti e delle tecniche dello Hsing I:
- 1. Accendere il fuoco
- E’ come uno scalpello d’acciaio che erompe
con forza ma scende come un leggero pezzo di bambù.
- 2. Fuoco intenso
- Parte come una freccia e scende senza
peso come il vento.
- 3. Fuoco divino
-
-
Segue la brezza alla
ricerca della Luna; dall’esterno nessuno vede
colpire. A questo stadio la mente è senza pensiero,
non facendo nulla si è fatto tutto. Nel vuoto
ritroviamo i nostri corpi originali.
- Uno dei consigli di Kuo è quello
di non rincorrere accanitamente l’obbiettivo del
traguardo finale, altrimenti non ci si arriverà
mai. Bisogna invece immaginare di esserci già arrivati,
ciò aiuterà la mente che, dopotutto, è l’incarnazione
delle nostre azioni; da qui à Hsing I = “forma della
mente”.
- Nella posizione fondamentale (san
t’i) il peso non è equamente distribuito in entrambe
le gambe, ovvero è distinguibile il vuoto dal pieno,
lo yin dallo yang, questo per facilitare gli spostamenti.
Lo Hsing I non è complicato, è naturale, in armonia
con ogni cosa; comportandosi come persone normali,
conservando l’umiltà e la perseveranza i risultati
arriveranno.
- Lo Hsing I è utile soprattutto
per la salute, poiché lo Hsing I da combattimento
è molto più difficile da apprendere, se non altro
per la superbia di molti praticanti.
- Mantenere la distanza dall’avversario
è fondamentale, se egli si avvicina difendetevi
con i gomiti e se siete voi ad avvicinarvi travolgetelo.
- Bisogna essere flessibili, versatili
e dinamici soprattutto mentalmente: pronti a cambiare
tattica in qualsiasi momento. Non si deve usare
la forza; restare calmi e stabili è fondamentale.
- Ch’eng T’ing Hua mi disse: “quando
combatto con qualcuno osservo quanto è forte, morbido,
muscoloso, cerco di indovinare i suoi punti deboli
e non persisto in una sola tecnica; in questo modo,
anche se non lo sconfiggo , non né sarò sconfitto.
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